La storia dell’Incrocio Bruni 54: l’incoronazione del vitigno che stava scomparendo

La storia dell’Incrocio Bruni 54: l’incoronazione del vitigno che stava scomparendo

Se il Verdicchio si è conquistato la fama di Principe dei bianchi marchigiani, ci sono vitigni che meritano anch’essi una degna Casata. Realtà da porre sotto la lente d’ingrandimento, occasioni per dare al territorio un’eccellenza in più da affiancare alle già blasonate etichette.
Cantine Fontezoppa si è mossa da anni in questa direzione, ridando lustro ad un vitigno raro e affascinante: l’Incrocio Bruni 54.

Come tutte le storie che meritano di essere ascoltate, anche quella dell’Incrocio Bruni 54 ha una suo inizio, il 1936, e un protagonista: il professor Bruno Bruni.

Incrocio Bruni 54: non chiamatelo “figlio minore” del Verdicchio

Il Verdicchio non si discute: del resto, se è tutt’ora uno dei vini bianchi marchigiani più amati nel mondo ci sarà un perché. Anzi, questo suo slancio ha fatto sicuramente bene a tutto il movimento, portando alla ribalta le alte produzioni di qualità della regione.
E in effetti l’Incrocio Bruni 54 nasce con una missione ambiziosa, quella di “addolcire” le note più decise del Verdicchio. Questo è l’obiettivo lanciato e raggiunto dal professor Bruno Bruni.
Noto ampelografo marchigiano, tanto da essere incaricato dal Ministero dell’Agricoltura, il professor Bruni creò un vitigno ideale nell’adattarsi alle zone collinari marchigiane ed umbre e resistente e performante per le specificità di tali terreni.
L’intuizione, fortunata, è stata quella di incrociare per impollinazione Verdicchio e Sauvignon. Alla struttura e all’acidità del Verdicchio, con tutta la sua fierezza, si è andata così ad aggiungere la nota aromatica e floreale del Sauvignon.
Quest’uva, così particolare, nel tempo è andata man mano scomparendo, ma grazie alla passione di aziende vogliose di andare anche oltre il “seminato”, l’Incrocio Bruni 54 è stato riportato in auge, con una ricerca attenta che vuole proteggerlo.

Cantine Fontezoppa giura fedeltà al “vero” Incrocio Bruni 54

Torniamo al presente. Per il nostro Incrocio Bruni 54 abbiamo voluto seguire rispettosamente i dettami del professor Bruni, rispondendo il più fedelmente possibile alle dinamiche che si celano dietro alla fusione dei suoi nobili antenati. Lo dovevamo alla sua fama e tradizione.
L’Incrocio Bruni 54 è inoltre un prodotto che si presta perfettamente ai piatti tipici del nostro territorio: provare (con delicati antipasti o primi di mare) per credere.
Così l’Incrocio Bruni 54 di Casa Fontezoppa riprende al naso proprio tutti i sentori floreali e fruttati fedeli del Sauvignon, risultando fresco ed equilibrato e al contempo con un finale piacevolmente persistente.
Proprio in questi giorni è partita la nostra vendemmia 2022 di Incrocio Bruni 54. Ci attende un’annata particolarmente speciale, per un prodotto che stava per finire ingiustamente nel dimenticatoio.